Alfa Romeo Brera 2.2 JTS

Il Riscatto

Alfa Romeo Brera

Alfa Romeo Brera 2.2 JTS:

Il Riscatto

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SCHEDA TECNICA

CORPO VETTURA: Coupè – 2 porte – 4 posti

DIMENSIONI: Lunghezza: 442cm – Larghezza: 183cm – Altezza: 137cm – Passo: 252cm

PESO VETTURA SCARICA: 1470Kg

PESO IN ORDINE DI MARCIA: (incluso conducente = 70Kg) – 1596Kg

Motore

Posizione:   

Anteriore Trasversale

Architettura:

4 cilindri in linea

Cilindrata:

2198cc          

Caratteristiche:

4 valvole per cilindro –

Blocco e Testata in lega leggera

Distribuzione:

Tramite catena –

Doppio albero a camme in testa

Iniezione:

Elettronica Multipoint

Accensione:

Elettronica programmata  

Cavalli/Kw:

185/136 a 6500 giri/min*

Coppia max:

230 Nm a 4500 giri/min*  

Emissioni:

 

A norma Euro4

 

Prestazioni

Velocità massima:

224 km/h* – 216 km/h**

Accelerazione:

0-100 coperto in 8,6 sec* – 8,9 sec**

0-1000 mt:

29,3 sec* – 29.9 sec**

Cambio

Tipologia:

Manuale

Rapporti:

6 rapporti

 

 

*  Dati forniti da Alfa Romeo

** Dati medi rilevati nelle varie prove delle riviste di settore

N.B: Dati riferiti all’auto nuova di fabbrica

Tipologia e Collocazione Storica

Tipo di auto:

Coupé sportivo

Collocazione temporale:

Recente di futura rivalutazione – Prodotta dal 2005 al 2010

Valore attuale di mercato:

In continua ascesa per modelli a benzina ben tenuti con pochi km           

Rivalutazione futura:

Certa a nostro avviso, già adesso è nell’occhio degli appassionati

Reperibilità sul mercato:      

Buona, ma sempre più scarsa per gli esemplari migliori, già ben quotati.

Reperibilità ricambi:

Ancora ottima: è un’auto recente, si trova ancora di tutto.

Usabile tutti i giorni:

SI ma un pò somoda in città

Attuale nell’uso:

SI

Adatta a lunghi viaggi:

SI, è dove si riesce ad apprezzare maggiormente il suo carattere da GT

Optional a cui rinunciare:

Nessuno: c’è anche il tetto Sky Window

Da collezione:

SI, anche solo per la linea firmata Giugiaro – In special modo le versioni con il 1750 TBI Alfa

Necessità di manutenzione:

Minima se seguita con attenzione

Da il meglio di sé:

       Nel comfort e relax dei viaggi fuori porta

       Discreta la coppia ai bassi regimi

       Linea inconfondibile e fuori dagli schemi a cui ormai siamo abituati

       Motore sempre pronto, anche se non rabbioso

Sicurezza:

Dotazione completa simile a quella delle auto attuali:

       ABS sulle 4 ruote 

       4 freni a disco di cui gli anteriori ventilati 

       Controllo elettronico della stabilità

 

       Airbag anteriori, laterali e a tendina

Tenuta di Strada:

Sempre sicura in ogni situazione, in tipico stile Alfa Romeo. Non impegna mai più del dovuto il guidatore medio, rispondendo adeguatamente anche in situazioni di emergenza. Leggero sovrasterzo sempre ben controllabile. Preferisce i lunghi curvoni autostradali rispetto al misto ed ai sentieri di montagna, dove comunque permette di divertirsi viaggiando allegri. In alcune situazioni il peso della vettura si fa sentire. 
Buono il comfort su strade sconnesse.

Perché Comprarla:

       Meglio approfittarne finchè le quotazioni lo permettono

       Possiamo già considerarla un’instant classic dalla sicura rivalutazione futura: l’interesse per questa vettura sta crescendo rapidamente tra gli appasionati.

       Linea molto bella e personale, firmata Giugiaro , diversa dalle auto a cui ormai siamo abituati

        Prestazioni di tutto rispetto con i 185 cv del motore. Non sarà un motore da gara,  ma ha buona coppia in basso dove serve di più, per l’uso di tutti i giorni.

       Nelle vetture full optional gli interni in pelle “Alfa” danno un ulteriore tocco di classe alla vettura. Buone le finiture in genere, ed assenza di scricchiolii.

       Il tetto in vetro “Sky Window” rende l’abitacolo molto luminoso.

Difetti:

       L’agilità della vettura non è la stessa che ci si aspetta assaporandone la linea

       Si sarebbero potuti risparmare molti chili con una costruzione più accorta della vettura, ad esempio predilegendo materiali più leggeri ma altrettanto resistenti, come l’alluminio.

       Tetto Ski Window: molto bello e luminoso, ma contribuisce non poco all’aumento delle masse in gioco.

       Abitabilità posteriore: assenza di spazio per le gambe: se davanti siedono due persone di statura normale, i sedili dietro sono di fatto inutilizzabili.

       Visibilità ridotta in alcuni angoli, e decisamente scarsa in retromarcia: meglio affidarsi a specchietti e sensori.

       A nostro modesto parere, non ha la comodità nell’uso di una macchina “da tutti i giorni” o cittadina.

Quale Preferire:

Se avete possibilità e fortuna di reperire uno dei pochi esemplari in circolazione, magari in buone condizioni, il 1750 TBI è senz’altro quello da preferire, perchè è un vero motore Alfa, e quindi il più amato dagli alfisti, per cui  di sicura rivalutazione futura, anche se già adesso ha quotazioni di tutto rispetto per una vettura così recente. Ha qualche cavallo in meno del 3.2 JTS, ma la coppia e la spinta del turbo dà sempre soddisfazione. A seguire, lasciando sempre da parte sia il costo di acquisto che quello per il relativo mantenimento, il 3.2 JTS da 260 cv, altrimenti il 2.2 JTS, quello di questa prova, nel rapporto costi/prestazioni forse il più indicato. E’ stata commercializzata anche con validi motori diesel 2.0 e 2.4 (con 210 cv) di origine Fiat, ottimi ed economici per chi fa tanta strada, ma a scopo collezionistico, di storicità e rivalutazione futura non ci sentiamo di consigliarli.

Cercate un esemplare con interni in pelle, e pochi chilometri all’attivo, possibilmente.

L''auto in prova secondo AutoYears:

Oggi siamo di fronte ad una delle auto più controverse tra gli appassionati di casa Alfa.
Un’auto che, pur mostrando linee sinuose, pulizia di stile e piacevolezza d’insieme, non è riuscita a far breccia nel cuore degli appassionati del marchio fin da subito ed in modo unanime.

Adesso, a distanza di oltre 15 anni dal lancio, stiamo notando un incremento di interesse per questo modello, con quotazioni ormai ben superiori ai diecimila euro per qualsiasi modello a benzina e con pochi chilometri alle spalle.

Ecco perchè abbiamo deciso di provare anche noi l’ultima coupè prodotta dal biscione, che prese il posto della GTV, e che ormai possiamo considerare a pieno titolo un “instant classc”.

Il prototipo, presentato da Giugiaro al Salone di Ginevra del 2002, riscosse da subito un buon successo, con discrete vendite principalmente per le vetture a gasolio, e le line di produzione furono attive dalla fine del 2005 al 2010 presso lo stabilimento Pininfarina in Piemonte, ma tante critiche furono mosse dagli utenti, principalmente riguardo il peso della vettura, che era considerato eccessivo per un coupè sportivo.
In realtà, anche se ha sostituito il GTV, macchina di caratura e contenuti assai differenti, dal nostro punto di vista la Brera ha caratteristiche più turistiche che sportive, avvicinandosi più al concetto di Gran Turismo vecchio stile piuttosto che una sportiva pura.
Insomma, se si considera l’auto per quello che è, e non per quello che vorremmo fosse stata, possiamo apprezzarne in pieno le caratteristiche ed il piacere di guida.

A livello tecnico il progetto fu figlio delle nuove sinergie con GM che Fiat strinse all’epoca. Il pianale fu quello denominato piattaforma premium Fiat-GM: lo stesso della 159 ma leggermente accorciato. Lo stesso per i motori. Sia il 2.2 JTS da 185 cv che il 3.2 JTS da 260 cv (i motori del debutto della Brera) erano di origine GM. Anche questa, altra cosa che ha fatto storcere il naso agli appassionati: avere mandato in pensione il 3.2 Alfa (il mitico Busso) per essere sostituito con un motore che non è mai stato reputato all’altezza del suo predecessore anche se, su carta, i numeri sembrano essere leggermente migliori.

In realtà, molti componenti di questi motori sono stati progettati o rivisitati dalla casa di Arese appositamente per renderli più idonei alle caratteristiche più sportive delle proprie vetture. Infatti, pur mantenendo il basamento Holden, in questo motore troviamo il sistema JTS (che sta per Jet Thrust Soichiometric: in italiano “circa” iniezione diretta stechiometrica) che era stato sviluppato da Alfa Romeo già per i precedenti motori di cilindrata 2.000 montati nella 156 seconda serie, GT, GTV e Spider.
Qui ne troviamo la sua naturale evoluzione, che prevede anche un doppio variatore di fase, condotti di aspirazione rivisti, scarico sdoppiato, ed altre piccole accortezze che rendono estremamente interessante questo motore, discretamente corposo ai bassi regimi e che risponde bene in qualsiasi range di utilizzo, e si fa apprezzare anche nel traffico. Buon spunto ed accelerazione, anche se non da primato, ma forse questo è dovuto anche al peso importante della vettura su cui è montato.
A livello di finiture invece, anche se parliamo di una macchina progettata ben più di 15 anni fa, questa vettura non si fa mancare nulla: clima bizona, sedili in pelle, comandi al volante, sensore luci, e il tocco estetico e personale del tetto in vetro. La plancia è ripresa dalla 159, completa e con tutti gli indicatori che servono.
A mio personale parere, uno degli interni più belli del periodo per Alfa.

Le prime sensazioni che ci trasmette, fin dal momento in cui ci si siede al volante, sono di un’ottima qualità costruttiva a cui non sempre Alfa ci ha abituato nei tempi recenti, specialmente dopo il nuovo assetto societario (Fiat). L’impostazione di guida infossata e distesa penalizza un po’ la visibilità in manovra ma durante la guida ci fa sentire protagonisti. Le ottime regolazioni del sedile e del volante abbinate ad un ottimo cambio distanziato correttamente e dagli innesti precisi ci fa sentire a bordo di una vera Alfa.

Le nostre sensazioni riguardo alla Brera, anche se sostituta di una vettura sportiva come il GTV, sono state quelle di essere a bordo di una gran turismo concepita più per i lunghi viaggi, dove mantenere medie di tutto rispetto in completo comfort e in pieno relax, più che di una vettura sportiva, come avremo voluto che fosse. Anche nell’uso giornaliero e cittadino, pur svolgendo egregiamente i propri compiti, abbiamo avuto la sensazione che diventi più impegnativa e scomoda rispetto ad altre vetture di pari caratteristiche.

Insomma, il tasto dolente non solo della Brera, ma di tutte le coupè e berline degli ultimi tempi, rimane sempre lo stesso: il peso!! La pesantezza di questa vettura si percepisce soprattutto nei cambi di direzione e penalizza l’agilità in curva: non che non si comporti bene, perchè è ben stabile, ma ciò che ti aspetti dalla linea filante di questa vettura non è quello che si concretizza, ad esempio nei percorsi di misto stretto, anche se risponde sempre bene allo sterzo e la tenuta è molto buona.

Il punto forza, secondo noi, di questa Alfa Rromeo è lo stile: le linee di Giugiaro che l’hanno fatta diventare un’instant classic da mettere in garage e da guardare ogni volta che ci si vuole ricordare quanto in Italia siamo bravi a creare dei capolavori su strada. E poi usarla per quello che è, e non per quello che vorremo fosse stata: magari per la gita del fine settimana al mare o in montagna, godendosi appieno ed in tutto relax e sicurezza, una ottima vettura Gran Turismo.

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